“Domine, quo vadis?”, sui Passi di Pietro e Paolo sulla Via Appia

Tra basoli millenari e imponenti pini italici, la “Regina Viarum” conserva le tracce della fede dei primi cristiani. Sulle sue pietre si intrecciano storia, tradizione e fede. Dal primo miglio alle catacombe, il tracciato percorso anche dai patroni di Roma, parla ancora al cuore di chi cerca una direzione.

Paolo Ondarza – Città del Vaticano

Se potessero parlare, le pietre che compongono il selciato della Via Appia Antica racconterebbero le storie di moltitudini di viaggiatori, per lo più anonimi, che dal IV secolo ad oggi ne hanno percorso il tracciato. Un percorso lungo 540 chilometri che, voluto dal censore Appio Claudio Cieco nel 312 a.C., collegava Brindisi a Roma. Lunghi tratti di strada costituiscono oggi l’itinerario archeologico che si snoda nel suggestivo scenario naturalistico tra rovine e imponenti pini domestici. Non a caso da qualche anno la “Regina Viarum” è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità UNESCO.